Storia dell’ebraismo

Non è facile condensare la storia dell’Ebraismo in poche pagine. Una storia millenaria, lunga non meno di 4mila anni. Una storia affascinante che oltre all’aspetto religioso comprende quello tradizionale, culturale, rituale e anche, perché no, gastronomico.

Al suo centro, il Tanakh è un resoconto del rapporto di Israele con Dio, dalla loro storia più antica fino alla costruzione del Secondo Tempio (ca. 535 a.C.). Abramo è ritenuto il primo “ebreo” e padre del popolo ebraico. Come ricompensa per il suo atto di fede in un solo Dio, gli fu promesso che Isacco, suo secondo figlio, avrebbe ereditato la Terra d’Israele (che allora si chiamava Canaan). Più tardi Giacobbe e i suoi figli furono ridotti in schiavitù in Egitto e Dio comandò Mosè di guidare l’Esodo fuori dall’Egitto. Sul Monte Sinai ricevette la Torah. Alla fine, Dio li portò alla Terra d’Israele dove il tabernacolo venne eretto nella città di Silo e per oltre 300 anni radunò la nazione compatta contro gli attacchi di nemici. Col passare del tempo, il livello spirituale della nazione declinò al punto che Dio permise che i Filistei catturassero il tabernacolo stesso. Il popolo di Israele poi disse al profeta Samuele che avevano bisogno di essere governati da un re permanente e Samuele nominò Saul come loro re. Quando il popolo convinse Saul ad andare contro un comando trasmessogli da Samuele, Dio disse a Samuele di nominare Davide in sua vece. Schema dell’ipotesi documentaria (detta anche teoria delle quattro fonti).
‘J’: tradizione Jahvista
‘E’: tradizione Elohista
‘D’: tradizione Deuteronomista
‘P’: tradizione Codice Sacerdotale
* include la maggior parte del Levitico
† include la maggior parte del Deuteronomio
‡ “Deuteronomic History (Storia deuteronomica)“: Giosuè, Giudici, Samuele 1&2, Re 1&2

Una volta che Davide salì al trono, disse al profeta Natan che voleva costruire un tempio permanente, e come ricompensa per le sue azioni, Dio promise a Davide che avrebbe permesso al figlio, Salomone, di costruire tale primo tempio permanente e che il trono non si sarebbe mai più discostato dai suoi figli.

La tradizione rabbinica sostiene che i dettagli e l’interpretazione della legge, chiamata Torah orale o Legge orale, erano in origine una tradizione non scritta basata su ciò che Dio aveva detto a Mosè sul Monte Sinai. Tuttavia, man mano che le persecuzioni degli ebrei aumentarono e i dettagli correvano il rischio di essere dimenticati, tali leggi orali furono registrate da Rabbi Yehudah HaNasi (Giuda il Principe) nella Mishnah, redatta verso il 200 d.C. Il Talmud è una compilazione sia della Mishnah che della Ghemara, commentari rabbinici redatti nel corso dei tre secoli successivi. La Ghemara ha origine da due importanti centri di studi ebraici, la Palestina e Babilonia. Di conseguenza, si sono sviluppati due corpi di analisi, con la relativa creazione di due opere talmudiche: la compilazione più antica si chiama Talmud di Gerusalemme (Yerushalmi), redatta durante il IV secolo in Israele. Il Talmud babilonese (Bavli) è composto dalle discussioni tenute nei centri di studio dai saggi Ravina I, Ravina II e Rav Ashi negli anni 500, pur continuando a essere modificato successivamente.

Alcuni storici critici si oppongono all’idea che i testi sacri, compresa la Bibbia ebraica (Tanakh), siano stati ispirati divinamente. Molti di tali studiosi accettano i principi generali dell’ipotesi documentale e suggeriscono che la Torah consista di testi incongruenti editi insieme in un modo che enfatizza le narrazioni divergenti. Molti asseriscono che durante il Primo Tempio il popolo di Israele credeva che ogni nazione avesse il proprio dio, ma che il loro fosse superiore agli altri dei. Si afferma inoltre che il monoteismo stretto si sviluppò durante l’Esilio babilonese, forse come reazione al dualismo zoroastriano. Secondo questa opinione, fu solo nel periodo ellenico che la maggioranza degli ebrei finirono per credere che il loro dio fosse l’unico dio, e che si formò la nozione di una nazione ebraica ben definita identica alla religione ebraica.

L’accademico e biblista John Day asserisce che le origini dello Yahweh testamentario, El, Asherah e Baal, potrebbero essere radicate nella prima religione cananea, che si concentrava su un pantheon di dèi affine a quello delle religioni della Mesopotamia.

Pubblicato
Etichettato come storia

Di Samuele Santini

Samuele Santini è esperto di materie religiose. Ha dedicato buona parte della propria vita ad approfondire le principali religioni monoteiste e, negli ultimi tempi, ha approfondito in particolare l'ebraismo in tutti i suoi aspetti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *